Versetto al-Mashwara
Versetto al-Mashwara | |
| Nome dell'Aleya | Versetto al-Mashwara |
|---|---|
| Situata nella sura | Al 'Imran |
| Numero dell'Aleya | 159 |
| Parte | 4 |
| Causa della rivelazione | Conferma della pratica del Profeta nella Battaglia di Uhud riguardo alla consultazione con i compagni. |
| Luogo della rivelazione | Medina |
| Tema | Etico |
| A proposito | Il perdono generale, la necessità di consultarsi negli affari pubblici e governativi, e la fiducia in Dio. |
| Aleye correlate | Corano 42:38, Corano 2:233 |
Il versetto al-Mashwara (in arabo: آية المَشْوَرَة; lett.: consultazione) sottolinea il ruolo svolto dalle buone maniere del Profeta (S) nell’attrarre i musulmani e gli ordina di consultarsi con la comunità. Si ritiene che questo versetto sia stato rivelato per confermare la condotta del Profeta (S) nel consultarsi con i suoi compagni durante la Battaglia di Uhud.
Gli esegeti hanno elencato i benefici della consultazione nell’interpretazione del “versetto della consultazione”, tra cui: l’elevazione del livello di pensiero delle persone, la promozione del senso di responsabilità nei confronti degli affari della comunità, la selezione delle opinioni migliori, la riforma degli individui e la dignità della comunità.
Secondo gli esegeti, la consultazione del Profeta (S) con il popolo riguarda gli affari pubblici ed esecutivi della comunità e come attuare le leggi divine, non ciò che è lecito o illecito per Dio, poiché le leggi divine nascono dalla rivelazione e derivano dal Corano e dalla tradizione.
Alcuni pensatori islamici ritengono che gli insegnamenti del Corano sulla consultazione rappresentino il metodo più idoneo per istituire un governo islamico.
Panoramica, testo e traduzione
Il 159° versetto della III sura del Corano è introdotto come “versetto della consultazione”. [1] Tuttavia, oltre a questo versetto, [2] gli esegeti hanno discusso la questione della consultazione e la sua importanza anche nella trattazione del 38° versetto della XLII sura. [3] Nel “versetto della consultazione”, oltre a ricordare le buone maniere del Profeta (S), vengono impartiti tre comandi generali: il perdono, la consultazione con il popolo e confidare in Dio. [4] In questo versetto, la raccomandazione di consultarsi è inserita all’interno di una serie di istruzioni etiche. Secondo Makarem Shirazi, nel “versetto della consultazione”, Dio, riferendosi alla dolcezza del Profeta (S) che attraeva i musulmani, gli ordina di perdonare coloro che avevano partecipato alla Battaglia di Uhud, di chiedere perdono per i martiri di quella battaglia e di consultarsi con i musulmani su determinate questioni. [5]
I sapienti religiosi ritengono che i versetti sulla consultazione abbiano favorito la diffusione di questa pratica nella società e che tutte le persone abbiano partecipato ai processi decisionali. Essi affermano che tali versetti riguardano lo status governativo del Profeta (S) piuttosto che il suo ruolo profetico, poiché la profezia implica una relazione diretta con Dio e non con la creazione, mentre la consultazione è una caratteristica positiva di governo, anche quando a guidarlo è una persona infallibile. [6]
فَبِمَا رَحْمَةٍ مِنَ اللَّهِ لِنْتَ لَهُمْ ۖ وَلَوْ كُنْتَ فَظًّا غَلِيظَ الْقَلْبِ لَانْفَضُّوا مِنْ حَوْلِكَ ۖ فَاعْفُ عَنْهُمْ وَاسْتَغْفِرْ لَهُمْ وَشَاوِرْهُمْ فِي الْأَمْرِ ۖ فَإِذَا عَزَمْتَ فَتَوَكَّلْ عَلَى اللَّهِ ۚ إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ الْمُتَوَكِّلِينَ
“È per la misericordia di Allah che sei dolce nei loro confronti; se fossi stato duro di cuore, si sarebbero certamente dispersi da te. Perdonali dunque, implora la loro assoluzione e consultati con loro nelle questioni che ti riguardano. Una volta che hai deciso, confida in Allah. In verità, Allah ama coloro che confidano in Lui.”
(Sacro Corano 3:159)
Occasione della rivelazione
La rivelazione del 159° versetto della III sura del Corano si suppone legata alla sconfitta dei musulmani nella Battaglia di Uhud. [7] Secondo l’interpretazione del Tafsir Nemune, prima della battaglia, il Profeta (S) e alcuni musulmani propendevano per combattere dentro Medina, ma egli rispettò il parere della maggioranza e uscì dalla città per affrontare i politeisti. Dopo la sconfitta, alcuni sostennero che la disfatta fosse dovuta al non aver seguito l’opinione del Profeta (S) e che egli non dovesse più consultarsi con i musulmani. Il versetto fu quindi rivelato per confutare questo pensiero e ordinare al Profeta (S) di continuare a consultarsi con loro. [8]
La gentilezza del Profeta (S) come fattore di attrazione per l’Islam
Secondo l’'Allama Tabataba'i, sebbene il destinatario del versetto della consultazione sia il Messaggero di Allah (S), in realtà Dio si rivolge a tutti i musulmani, affermando che la clemenza del Profeta (S) nel trattarli e il perdonarli per i loro errori rappresentano una misericordia divina verso i credenti, poiché è Dio Stesso ad aver reso il Profeta (S) dolce e di indole buona. [9] Secondo Fadl ibn Hasan Tabrisi, la dolcezza del Profeta (S) fece sì che le persone fossero attratte dall’Islam, e Dio lo avverte che se fosse stato duro di cuore e oppressivo, le persone si sarebbero allontanate da lui. [10]
Importanza della consultazione
Gli esegeti hanno elencato i benefici della consultazione menzionati nel versetto al-Mashwara, tra cui: l’innalzamento del livello di pensiero e del senso di responsabilità delle persone, la selezione delle opinioni migliori, l’incoraggiamento alla partecipazione agli affari pubblici della comunità, la riforma degli individui e la loro formazione morale, nonché l’onore della società. [11]
L’enfasi del Corano sulla conduzione degli affari tramite la consultazione deriva dal fatto che, per quanto una persona possa essere dotata d’intelletto, continuerà comunque a considerare solo alcuni aspetti di una determinata questione, trascurandone altri. È stato anche affermato che nei versetti che trattano dell’importanza della consultazione, questa pratica è presentata come un programma permanente, poiché persino il Profeta (S), pur essendo in contatto con la fonte della rivelazione, si consultava con i musulmani su questioni esecutive e talvolta anteponeva le loro opinioni alle proprie. [12]
L’'Allama Tabataba'i considera il versetto in esame un’approvazione della condotta del Profeta (S), indicante che le sue azioni erano conformi al comando di Dio e che Dio era compiaciuto del suo operare. [13]
Ambiti della consultazione del Profeta (S)
Gli esegeti ritengono che il Profeta (S) si consultasse con il popolo solo in merito a questioni pubbliche ed esecutive della comunità, [14] nella fattispecie, il destino della società, l’interesse collettivo e l’attuazione delle leggi divine. [15] Essi affermano che la consultazione non si applicava a ciò che è lecito e illecito secondo i comandamenti divini [16] e nemmeno alle questioni religiose, [17] poiché tali leggi provengono dalla rivelazione, derivano dal Corano e dalla tradizione, e sono legate all’autorità legislativa di Dio. [18]
Esegeti come Seddiqi Tehrani e Makarem Shirazi ritengono invalida la consultazione in materia di califfato, poiché credono che un decreto specifico sia stato rivelato da Dio a tale riguardo: con la designazione del successore e califfo del Profeta tramite rivelazione, non vi sarebbe più spazio per la consultazione. [19] Alcuni commentatori sunniti, come al-Zamakhshari, invece, includono la questione del califfato negli ambiti della consultazione, citando l’affermazione di 'Umar ibn Khattab secondo cui “il califfato è una questione di consultazione”. [20]
Adesione del Profeta (S) al risultato della consultazione nel processo decisionale finale
Alcuni ritengono che al Profeta (S) sia stato ordinato di consultarsi con i musulmani per rispetto della loro personalità. Secondo questa visione, il decisore ultimo, come indicato nel versetto, è il Profeta (S), che non è tenuto a seguire i risultati della consultazione. Tuttavia, interpretare il versetto in questo modo, come se il Profeta (S) potesse ignorare le opinioni del popolo, sarebbe incoerente con il suo spirito e minerebbe il principio stesso della consultazione, generando disapprovazione e l’effetto opposto tra i musulmani. La condotta del Profeta (S) dimostra che, anche quando l’opinione collettiva differiva dalla sua, egli agiva comunque in conformità con essa, rafforzando così il principio della consultazione. [21]
Secondo l’esegeta contemporaneo Sayyid Mahmud Taleqani, l’autorità cui spetta la decisione finale, dopo la consultazione e la conoscenza delle opinioni altrui, è il governante. Egli sottolinea che, per esaminare e valutare le varie questioni sociali, il governante deve raggiungere un consenso attraverso la deliberazione collettiva; tuttavia, nella fase decisionale, se manca determinazione e prevale l’esitazione, gli affari precipiteranno nel caos. [22]
Formazione di un governo basato sugli insegnamenti consultivi del Corano
Secondo alcuni pensatori islamici, tra cui Sayyid Mahmud Taleqani e Rashid Rida, gli insegnamenti del Corano sulla consultazione costituiscono il fondamento più adeguato alla creazione di un governo islamico nell’era moderna, in grado di porre fine alle crisi della società islamica. [23] Taleqani, citando il 159° versetto della III sura del Corano, il 38° versetto della XLII sura e il 233° versetto della II sura, ritiene che, poiché il Corano stabilisce la consultazione come principio anche nelle piccole questioni familiari, ogni casa dovrebbe fungere da centro di consultazione, e tale principio dovrebbe essere esteso anche all’amministrazione della società o del Paese. [24] Secondo Taleqani, un sistema consultivo rifiuta il dispotismo da un lato e si avvicina alla democrazia dall’altro. Egli sostiene inoltre che, mentre la democrazia enfatizza soltanto gli aspetti materiali, il sistema consultivo islamico, considerando l’uomo come vicario di Dio, mira a elevati ideali umani alla luce della rivelazione. [25]