Sermone di Fadak
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La khuṭba fadakīyya (in arabo: الخُطبَة الفَدَكِيَّة; sermone di Fadak) o khuṭba lumma (in arabo: الخُطبَة اللُمَّة) è un sermone pronunciato dalla nobile Fatima (A) nella Moschea del Profeta (S) in segno di protesta contro l’usurpazione di Fadak. Dopo aver preso il comando del califfato, Abu Bakr, attribuendo al Profeta (S) un hadith secondo cui i profeti non lasciano eredità, confiscò l’oasi agricola di Fadak, che il Profeta (S) aveva donato a Fatima (A), a favore del califfato. Rivelatisi vani i suoi appelli, Fatima (A) si recò alla Moschea del Profeta (S) e pronunciò un sermone, in seguito noto come sermone di Fadak. In questo discorso, ella affermò che Fadak apparteneva a lei, difese il diritto di Ali (A) al califfato e criticò i musulmani per aver taciuto di fronte alle ingiustizie commesse nei confronti dell’Ahl al-Bayt (A).
Il sermone di Fadak comprende insegnamenti su argomenti come la teologia, l’escatologia, la profezia e la missione del Profeta (S), la grandezza del Corano, la filosofia delle leggi religiose e la wilaya.
Il testo di questo sermone è citato in fonti sia sciite sia sunnite. Diversi studiosi e giurisperiti sciiti, tra cui Sayyid 'Izz al-Din Husayni Zanjani, Hoseyn-Ali Montazeri, Mujtaba Tehrani, Naser Makarem Shirazi, Khalil Kamarei e Muhammad Taqi Misbah Yazdi, hanno scritto dei commentari relativi a tale sermone.
Valore e significato del sermone
Il sermone di Fadak espone le posizioni politiche di Fatima (A) contro il sistema al potere e critica coloro che si impadronirono di Fadak e del califfato. [1] In questo sermone, l’enfasi è posta sulla promozione dell’unità in seno alla comunità islamica e sull’evitare divisioni e discordie attraverso l’accettazione dell’imamato e della wilaya dell’Ahl al-Bayt (A). [2] Grazie all’inclusione di insegnamenti sul monoteismo, l’aldilà, la profezia, la missione del Profeta (S), la grandezza del Corano, la filosofia delle leggi religiose e la wilaya, questo sermone è considerato uno dei più preziosi lasciti religiosi di Fatima (A). [3]
Il sermone di Fadak è considerato paragonabile ai sermoni dell’Imam Ali (A) per eloquenza, padronanza retorica [4] e uso di principi logici ben noti nell’oratoria. Per questo motivo, Ibn Tayfur lo incluse nel suo libro Balaghat al-nisa', classificandolo tra i discorsi che si distinguono per eloquenza. [5]
Il sermone di Fadak è utilizzato come prova della legittimità della partecipazione delle donne musulmane a raduni politici. [6] Inoltre, il resoconto del modo in cui Fatima (A) si presentò per tenere il sermone ha portato a diverse conclusioni: l'hijab non impedisce alle donne di impegnarsi in ambiti sociali, economici o politici, i suoi abiti erano così lunghi da coprirle i piedi e strisciare a terra mentre camminava, inoltre Fatima (A) prendeva a esempio il Profeta (S) come modello intellettuale, spirituale e pratico.
Secondo Abd Allah Javadi Amoli, un’autorità sciita, sermoni come quello di Fatima (A) dovrebbero essere insegnati come corsi formali nei seminari islamici.
Motivo del sermone: difesa della wilaya e dell’imamato
Dopo la morte del Profeta (S), Abu Bakr, citando un hadith attribuito al Profeta (S), affermò che i profeti non lasciano eredità. [7] Di conseguenza, il terreno di Fadak, concesso dal Profeta (S) a Fatima (S) [8] in seguito alla rivelazione del versetto “Dai ai parenti il loro [dovuto] diritto” [9] e pertanto proprietà di Fatima (A), [10] fu confiscato a favore del califfato. [11] Per dimostrare che Fadak era un dono e non un’eredità, Fatima (A) presentò Ali (A) e Umm Ayman come testimoni. [12] Secondo un resoconto, Abu Bakr scrisse un documento attestante il possedimento di Fadak da parte di Fatima, ma Umar ibn Khattab lo strappò. [13] Alcune fonti sunnite riferiscono che Abu Bakr respinse i testimoni di Fatima e chiese la testimonianza di due uomini. [14] Secondo Makarem Shirazi, i califfi confiscarono Fadak per impedire che diventasse una fonte di potere economico per l’Imam Ali (A) e la sua famiglia. [15]
Sayyid Muhammad Baqir Sadr, nel suo libro Fadak fi l-tarikh, sostiene che alla base della rivendicazione di Fadak non vi erano né interessi personali né materiali, si trattava piuttosto di una forma di opposizione all’autorità dominante dell'epoca e un rifiuto della legittimità della riunione di Saqifa. [16] Egli considera la rivendicazione su Fadak come il punto di partenza del movimento di Fatima (A) contro l’autorità dominante e una delle fasi della sua difesa dell’imamato e della wilaya. [17] Quando Fatima (A) comprese che la sua rivendicazione su Fadak sarebbe stata vana, si recò alla Moschea del Profeta (S) accompagnata da un gruppo di sue parenti. [18] Secondo il racconto di Ibn Tayfur in Balaghat al-nisa', quando Fatima (A) arrivò alla moschea, Abu Bakr e un gruppo di emigranti e ausiliari erano colà seduti. Una tenda fu posta tra Fatima (A) e gli astanti. La figlia del Profeta (A) iniziò con un lamento così accorato da commuovere i presenti fino alle lacrime. Poi s’interruppe e attese finché la gente non si fosse calmata, prima di pronunciare il suo discorso. [19] Poiché questo sermone fu pronunciato in risposta alla confisca di Fadak e affrontava tale questione, divenne noto come khutba fadakiyya. [20] Talvolta è anche chiamato khutba lumma (sermone del gruppo), in riferimento all’ingresso di Fatima (A) nella moschea con un gruppo di sue parenti prima di pronunciare il sermone. [21]
Catena di trasmissione del sermone
L’Allama al-Majlisi considerava il sermone di Fadak uno dei sermoni più noti, trasmesso da fonti sia sciite che sunnite attraverso varie catene di trasmissione. [22] Al-Shaykh al-Saduq incluse parte di questo sermone nel Man la yahduruhu al-faqih. [23] Secondo Hoseyn-Ali Montazeri, la prima fonte registrata di questo sermone si trova nel Balaghat al-nisa' di Ibn Tayfur (204/819–280/893), uno studioso sunnita vissuto ai tempi dell’Imam al-Hadi (A) e dell’Imam al-Hasan al-'Askari (A). [24] Ibn Tayfur trascrisse due versioni del sermone, [25] ma secondo Sayyid Ja'far Shahidi, nelle fonti successive le due versioni si intrecciarono e furono trasmesse come un unico resoconto. [26] Sono state citate oltre 16 fonti per il sermone di Fadak. [27] È stato riportato che figure come l’Imam al-Hasan (A), l’Imam al-Husayn (A), Zaynab (A), l’Imam al-Baqir (A), l’Imam al-Sadiq (A), Aisha e Abd Allah ibn Abbas siano tra i trasmettitori di questo sermone. [28]
Contenuto del sermone
Il sermone di Fadak inizia con la lode e la glorificazione di Dio, seguita dal ricordo della missione del Profeta (S). Sottolinea la vicinanza di Ali (A) al Profeta (S), la sua autorità tra gli eletti di Dio e il suo ineguagliabile coraggio nel difendere il Profeta (S) e l’Islam. Fatima (A) rimprovera poi i compagni per aver seguito Satana dopo la morte del Profeta (S) e aver permesso che l’ipocrisia si diffondesse tra di loro, abbandonando così la verità e cedendo alla falsità. Il sermone fa riferimento all’usurpazione del califfato e contesta l’affermazione di Abu Bakr secondo cui i profeti non lasciano eredità, presentandola come contraria ai versetti coranici. Fatima (A) affida Abu Bakr al giudizio di Dio nel Giorno della Resurrezione e si rivolge ai compagni del Profeta (S), mettendo in discussione il loro silenzio di fronte all’oppressione. Dichiara che le loro azioni equivalgono a rompere il patto con il Profeta (S). Nella parte conclusiva, Fatima descrive le loro azioni come una disgrazia duratura, con l’Inferno come destino finale. [29]