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Quarantottesima supplica de al-Sahifa al-Sajjadiyya

Da wikishia.

Questo articolo è un’introduzione alla quarantottesima supplica de al-Sahifa al-Sajjadiyya; per il testo integrale vedi text:Quarantottesima supplica de al-Sahifa al-Sajjadiyya.

La quarantottesima supplica de al-Ṣaḥīfa al-Sajjādīyya (in arabo: الدعاء الثامن والأربعون من الصحيفة السجادية) è una supplica trasmessa dall’Imam al-Sajjad (A), che egli recitava nel giorno di Eid al-Adha e il venerdì. In questa supplica, l’Imam (A) descrive le congregazioni musulmane nei giorni dell’Eid come simbolo della grandezza dell’Islam, chiedendo a Dio di benedire le persone con la Sua misericordia e il Suo perdono. In questa supplica vengono spesso inviati saluti sul Profeta (S) e sulla sua Famiglia (A). Inoltre, la guida della società islamica è considerata prerogativa esclusiva degli Infallibili (A), ma dei governanti ingiusti l’hanno poi usurpata. Il Quarto Imam degli sciiti (A) formula anche una serie di richieste a Dio, tra cui la sollecitudine nel soccorso (faraj), la protezione dalle calamità, un sostentamento generoso e il perdono dei peccati.

Questa supplica è stata commentata, fra le altre, in opere come Diyar-e asheqan di Husayn Ansarian e Shohud va shenakht di Hasan Mamduhi Kermanshahi (in persiano), e Riyad al-salikin (in arabo) di al-Sayyid 'Ali Khan al-Madani.

Dottrina

La quarantottesima supplica de al-Sahifa al-Sajjadiyya è una supplica che l’Imam al-Sajjad (A) recitava in occasione dell’Eid al-Adha e del venerdì. I temi della supplica includono le caratteristiche e gli aspetti dell’Eid al-Adha, quelli del venerdì, le benedizioni speciali di Dio in suddetti giorni e il problema della guida nella società islamica. Zayn al-'Abidin (A) sottolinea che la società islamica dovrebbe essere governata da un Infallibile, esprimendo rammarico per l’usurpazione di tale posizione da parte di coloro che non ne erano degni. [1] In questa supplica, i saluti vengono frequentemente inviati su Muhammad (S) e sulla sua Famiglia (A). È stato riportato che la ragione di tali frequenti saluti risiede nella felicità terrena e ultraterrena degli esseri umani dovuta alla loro guida e nel fatto che nessun altro è degno di occupare la loro posizione. [2]

Ecco i temi e gli insegnamenti della supplica:

  • Il venerdì e l’Eid al-Adha sono giorni benedetti.
  • Il governo del mondo appartiene solo a Dio e solo a Lui spetta la lode.
  • Le congregazioni dei musulmani nei giorni dell’Eid sono segno della grandezza dell’Islam.
  • Chiedere a Dio tanto bene quanto Egli ha dato agli altri Suoi servi.
  • La necessità di un uso corretto dei nomi e degli attributi divini.
  • Uso ottimale delle benedizioni grazie alla conoscenza di Dio.
  • Il paradiso e le posizioni superiori come frutti della grazia e della misericordia divine.
  • Chiedere a Dio di inviare pace infinita e saluti su Muhammad (S) e sulla sua Famiglia (A).
  • L’indecenza di chiedere aiuto a chiunque tranne che a Dio.
  • La misericordia di Dio è più ampia dei peccati dei Suoi servi.
  • L’incapacità di compiere azioni giuste e l’egoismo come fattori che impediscono a Dio di rispondere alle nostre preghiere.
  • Dio non ha bisogno degli esseri umani e loro hanno bisogno di Lui.
  • Chiedere il perdono divino come mezzo per raggiungere il più alto grado della conoscenza.
  • La necessità di prepararsi all’incontro con Dio.
  • La speranza nell’intercessione del Profeta (S) e della sua Famiglia (A) di venerdì.
  • Affinità con i membri della Famiglia del Profeta (A) come prerequisito per la loro intercessione.
  • La confessione dei peccati e delle cattive azioni innanzi a Dio.
  • Il riconoscimento dell’immensa misericordia e del perdono di Dio.
  • L’esecuzione delle preghiere dell’Eid al-Adha e del venerdì da parte dei santi di Dio.
  • Maledire i nemici della Famiglia del Profeta (A).
  • La religione manipolata da governanti ingiusti.
  • La partecipazione alle oppressioni degli oppressori mediante l’approvazione delle loro azioni.
  • Preghiere per la sollecitudine nel soccorso (faraj).
  • Preghiere per essere annoverati tra le persone di monoteismo e fede.
  • La salvezza dall’ira e dalla punizione divina attraverso le suppliche a Dio.
  • Il dolore per essere privati della misericordia di Dio.
  • Il rifiuto di Dio di affrettarsi a punire i Suoi servi peccatori.
  • Preghiere per essere protetti da ogni sorta di calamità e catastrofi.
  • Superare i problemi alla luce del potere divino.
  • Liberarsi dalle pene della morte sviluppando perfezioni umane.
  • Rifugiarsi presso Dio dalla Sua ira il venerdì e il giorno di Eid al-Adha.
  • Dio come massimo sostegno.
  • Superare le difficoltà grazie all’invocazione a Dio.
  • Preghiere per l’immunità dalla punizione divina.
  • Chiedere a Dio la vittoria.
  • Chiedere a Dio misericordia, perdono e mezzi di sostentamento sufficienti.
  • Chiedere il perdono dei propri peccati.
  • Preghiere per la protezione dai mali e dalle atrocità.
  • Chiedere il bene in ciò che ci è stato predestinato.
  • Fiducia in Dio superiore alla fiducia in se stessi. [3]

Commentari

Tra i commentari che trattano ampiamente la quarantottesima supplica si segnalano:

  • Riyad al-salikin di Sayyid Ali Khan al-Madani, [4]
  • Fi zilal al-Sahifa al-Sajjadiyya di Muhammad Jawad Mughniya, [5]
  • Riyad al-'arifin di Muhammad ibn Muhammad al-Darabi [6] e
  • Afaq al-ruh di Muhammad Husayn Fadl Allah. [7]

Dal punto di vista lessicale, la supplica è stata analizzata in opere quali Ta'liqat 'ala l-Sahifa al-Sajjadiyya di Fayd Kashani [8] e Sharh al-Sahifa al-Sajjadiyya di 'Izz al-Din al-Jaza'iri. [9]

La supplica è stata inoltre trattata nei seguenti testi in persiano:

  • Diyar-e asheqan di Husayn Ansarian, [10]
  • Shohud va shenakht di Muhammad Hasan Mamduhi Kermanshahi, [11]
  • Sharh va tarjome-ye Sahife-ye Sajjadiyye di Sayyid Ahmad Fihri, [12]

nonché in altre opere.

Footnote

Riferimenti