Proclama dei versetti della dissociazione
Il proclama dei versetti della dissociazione (in arabo: إبْلاغ آيات البَراءة) si riferisce alla recitazione dei versetti iniziali della IX sura del Corano, la sura al-Tawba, da parte dell’Imam Ali (A) ai politeisti della Mecca, durante il mese di dhu l-hijja dell’anno 9/631. In un primo momento, il Profeta (S) aveva assegnato questo compito ad Abu Bakr ibn Abi Quhafa, ma seguendo il comando di Dio, lo revocò e lo affidò all’Imam Ali (A). L’hadith che narra questo evento è stato trasmesso in modo mutawatir (frequente) e si trova in fonti sia sciite che sunnite.
Le fonti citano questo evento come una delle virtù dell’Imam Ali (A). Inoltre, in base agli hadith presenti in fonti sia sciite sia sunnite, l’Imam Ali (A) si avvalse di questo episodio come prova della propria superiorità sugli altri compagni e della sua legittima pretesa al califfato.
Importanza e significato
Il proclama e la recitazione dei versetti della dissociazione da parte dell’Imam Ali (A), al raduno dei politeisti della Mecca nell’anno 9/631, sono annoverate tra le sue virtù. [1]
Evento
I versetti della dissociazione furono rivelati alla fine dell’anno 9/631, [2] e al Profeta (S) fu ordinato di consegnarli ai politeisti della Mecca durante il mese di dhu al-hijjah di quello stesso anno. [3] Riguardo alle modalità di questo proclama, sia le fonti storiche sciite che sunnite, nonché gli hadith, riportano che quando i primi dieci versetti della IX sura del Corano furono rivelati al Profeta (S), egli convocò Abu Bakr ibn Abi Quhafa e lo inviò a recitare i versetti agli abitanti della Mecca. Successivamente, il Profeta (S) chiamò l’Imam Ali (A) e gli chiese di seguire Abu Bakr. Ovunque lo avesse trovato, l’Imam Ali (A) avrebbe dovuto farsi dare da Abu Bakr il messaggio scritto e consegnarlo ai meccani. L’Imam Ali (A) raggiunse Abu Bakr a Juhfa e si fece dare il messaggio. Abu Bakr tornò quindi dal Profeta (S) e chiese: «O Messaggero di Dio, è stato rivelato qualcosa su di me?». Il Profeta (S) rispose: «No, ma Gabriele è venuto da me e ha detto: “Il tuo messaggio può essere trasmesso solo da te stesso o da un uomo della tua [famiglia]”». [4]
Secondo l’'Allama Amini, questo evento è stato trasmesso in modo mutawatir da numerosi trasmettitori; [5] si riscontrano tuttavia delle piccole differenze nelle narrazioni. Ad esempio, alcuni resoconti affermano che il Profeta (S) inizialmente affidò il messaggio sia ad Abu Bakr che a 'Umar (non solo ad Abu Bakr), e poi inviò Ali (A) a seguirli. [6] Altri riportano che Ali (A) raggiunse Abu Bakr a Dhul-Hulayfa e non a Juhfa. [7]
Perché furono rivelati i versetti della dissociazione?
La Mecca, la principale roccaforte del politeismo ostile al Profeta (S), [8] fu presa dai musulmani nell’anno 8/630 durante la conquista della Mecca. [9] Tuttavia, alcune tribù continuarono a resistere all’Islam. [10] Nell’anno 9/631, noto come “anno delle delegazioni” (sanat al-wufud), [11] molte tribù inviarono delegazioni al Profeta (S), annunciando la loro conversione all’Islam. [12] Con il cambio dell’equazione politica a favore dell’Islam, furono rivelati i versetti della dissociazione: essi condannavano e dichiaravano il politeismo inaccettabile e intollerabile. [13] Si narra che i politeisti avevano violato il patto stipulato con il Profeta (S) nel Trattato di Hudaybiyya, patto che permetteva ai musulmani di compiere l’hajj mentre i politeisti avrebbero mantenuto la Mecca libera per loro per tre giorni. [14] Essi praticavano invece apertamente la circumambulazione in istato di nudità durante la stagione dell’hajj. [15] Secondo il Tafsir nemune, le ripetute violazioni del patto, da parte dei politeisti, furono tra le principali ragioni che portarono alla rivelazione di questi versetti. [16]
Contenuto del messaggio del Profeta (S)
L’Imam Ali (A) arrivò alla Mecca nel pomeriggio dell’Eid al-Adha e si presentò come messaggero del Profeta (S). Egli (A) recitò i versetti iniziali della IX sura del Corano e poi dichiarò: «D’ora in poi, nessuno deve circumambulare in istato di nudità, e nessun politeista ha il permesso di visitare il santuario l’anno prossimo. Per ogni politeista che abbia stretto un trattato con il Messaggero di Dio (S), la validità di questo trattato sarà di quattro mesi». [17] Nel Tarikh al-Ya'qubi si riporta che l’Imam Ali (A) recitò i versetti agli abitanti della Mecca, garantì loro la sicurezza e poi disse: «Chiunque abbia un trattato di quattro mesi con il Messaggero di Dio (S), sappia che egli rimarrà fedele al trattato. E a chiunque non abbia un patto o un accordo, viene concessa una proroga di cinquanta notti». [18]
È stato riportato che la revoca della protezione concessa ai politeisti era dovuta alla loro violazione del trattato. Ciò perché, nei versetti successivi della IX sura del Corano, riguardo ai politeisti che non hanno infranto i loro patti, Dio ordina di rispettare il trattato fino alla sua scadenza naturale. [19]
Una virtù dell’Imam Ali (A)
Nell’al-Ihtijaj [20] di al-Tabrisi, studioso sciita, e nel Manaqib al-Imam 'Ali ibn Abi Talib [21] di Ibn al-Maghazili, studioso sunnita, si afferma che l’Imam Ali (A) si avvalse di questo evento come prova della propria superiorità sugli altri compagni e del suo diritto al califfato.
Sia le fonti sciite che quelle sunnite menzionano il proclama dei versetti della dissociazione come una delle virtù dell’Imam Ali (A). Tra le opere sciite, si possono citare al-Irshad di al-Shaykh al-Mufid (m. 413/1022), [22] Kashf al-Yaqin di 'Allama al-Hilli (m. 726/1326) [23] e al-Manaqib di Ibn Shahrashub (m. 588/1192). [24] Tra le opere sunnite, si trovano riferimenti nell’al-Bidaya wa al-nihaya di Ibn Kathir [25] e nell’al-Manaqib di Muwaffaq ibn Ahmad al-Khwarazmi (m. 567/1171-2). [26]
Secondo il parere di alcuni studiosi sunniti, in questo episodio, l’aver sollevato Abu Bakr da tale incarico e l’invio dell’Imam Ali (A) non rappresentano una prova della superiorità dell’Imam Ali (A). Essi asseriscono che la ragione di tale sostituzione risiede nella consuetudine araba dell’epoca, secondo la quale l’annullamento di un trattato poteva essere eseguito solo da chi lo aveva stipulato o da un suo parente stretto. [27] Gli studiosi sciiti sostengono invece che l’aver affidato l’incarico all’Imam Ali (A) dimostra la natura condivisa della missione profetica tra lui e il Profeta (S). Tale missione non riguardava soltanto la dissociazione dai politeisti, che è un dovere e una responsabilità di tutti i credenti, ma comportava anche la proclamazione e la trasmissione di nuovi ordini divini. [28]