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Maqam Mahmud

Da wikishia.
Maqām maḥmūd

Maqām maḥmūd, (in Arabo: مقام مَحمود) o la posizione lodata, è una posizione donata da Dio al Profeta [dell’Islam] (S) per le sue veglie. Gli esegeti coranici nei loro commenti al 79° versetto della XVII sura del Corano hanno interpretato tale posizione come la facoltà del Profeta (S) di intercedere per le persone. Alcuni esegeti coranici ritengono che la “posizione mahmud” indichi sia l’autorità del Profeta (S) su tutte le creature sia la sua estrema vicinanza a Dio, che comprende anche la posizione dell’intercessione. Secondo un passo della Ziyarat 'Ashura, anche l'Imam al-Husayn (A) possiede la posizione lodata.

Il versetto

وَ مِنَ اللَّيْلِ فَتَهَجَّدْ بِهِ نَافِلَةً لَّكَ عَسىَ أَن يَبْعَثَكَ رَبُّكَ مَقَامًا مَّحمُوداً

Veglia [in preghiera] parte della notte, sarà per te un’opera supererogatoria; presto il tuo Signore ti eleverà ad una posizione lodata



(Sacro Corano: 17:79)


Una posizione lodata per il Profeta (S)

I sapienti e gli esegeti musulmani ritengono che la posizione lodata sia una posizione elevata donata da Dio al Profeta (S)[1] per le sue veglie e l’esecuzione della preghiera della notte.[2]

Esistono diverse interpretazioni in merito al significato di posizione lodata, tuttavia tutte concordano sul fatto che essa implica la posizione dell’intercessione:

  • La posizione dell’intercessione: molti esegeti coranici, sciiti[3] e sunniti[4], attingono agli hadith per dimostrare che con posizione lodata s’intende l’intercessione.[5] Per esempio, esiste un hadith affermante che “maqam mahmud” nel 79° versetto della XVII sura del Corano è la posizione nella quale egli intercede per la sua gente; o un altro hadith risalente all’Imam al-Baqir (A) o all’Imam al-Sadiq (A), sempre in merito al succitato versetto, afferma che la posizione lodata indica l’intercessione.[6] Alcuni esegeti coranici hanno definito la suddetta posizione “intercessione maggiore”.[7] Sayyid Muhammad Husayn Tehrani (m. 1416/1995) ipotizzava che la posizione d’intercessione donata da Dio al Profeta (S) sia dovuta alla sua posizione lodata.[8] Secondo il suo punto di vista tutte le bellezze e le perfezioni divine sono racchiuse nella posizione divina, che è stata donata al Profeta (S) in maniera assoluta e incondizionata; in altre parole, ogni lode, da chiunque provenga e a chiunque sia rivolta, appartiene al Profeta (S)..[9]
  • Autorità sulle creature: alcuni esegeti coranici ritengono che la posizione lodata è una posizione nella quale il Profeta (S) ha autorità su tutte le creature, e nella quale Iddio gli dona tutto quello che vuole, compresa l’intercessione per la sua comunità.[10]
  • Massima vicinanza a Dio: nell’esegesi Tafsir-e Nemune, è stata avanzata la possibilità che la posizione lodata sia la massima vicinanza a Dio, che implica anche l’intercessione maggiore.[11]

La posizione lodata per gli Imam (A)

Nel testo di alcune ziyarat, anche l’Imam Ali (A),[12] l’Imam al-Husayn (A),[13] e l’Imam al-Rida (A)[14] sono descritti come coloro che hanno lo status di Mahmud. Un passo della Ziyarat di Ashura recita: “Chiedo a Dio... di unirmi a voi in questo mondo e nell'aldilà... e Gli chiedo di farmi raggiungere la posizione lodata che avete davanti a Dio”.[15] Naser Makarem Shirazi, un esegeta coranico sciita, sostiene che sebbene il 79° versetto della XVII sura del Corano sia riferito al Profeta (A), probabilmente può includere anche altri, nel senso che un credente che veglia la notte ed esegue la preghiera della notte può godere di parte della posizione lodata e intercedere per gli altri, nella misura della sua prossimità a Dio.[16]

Footnote

  1. Ṭūsī, al-Tibyān, vol. 6, p. 510-511; Ṭabrisī, Majmaʿ al-bayān, vol. 6, p. 671; Fayḍ al-Kāshānī, Tafsīr al-Ṣāfī, vo. 3, p. 210; Baḥrānī, al-Burhān fī tafsīr al-Qurʾān, vol. 3, p. 569; ʿAyyāshī, Tafsīr al-ʿAyyāshī, vol. 2, p. 314; Ṭabāṭabāʾī, al-Mīzān fī tafsīr al-Qurʾān, vol. 1, p. 178; Makārim Shīrāzī, Tafsīr-i nimūna, vol. 12, p. 232; Jawādī Āmulī, Tafsīr-i tasnīm, vol. 4, p. 285; Shubbar, Tafsīr al-Qur'ān al-karīm, p. 286; Fakhr al-Rāzī, Mafātīḥ al-ghayb, vol. 21, p. 386-387; Qurṭubī, Yawm al-fazaʿ al-akbar, p. 185.
  2. Ṭabrisī, Majmaʿ al-bayān, vol. 6, p. 670; Ṭabrisī, Tafsīr-i jawāmiʾ al-jāmiʾ, vol. 2, p. 341.
  3. Ṭūsī, al-Tibyān, vol. 6, p. 512; Ṭabrisī, Majmaʿ al-bayān, vol. 6, p. 671; Fayḍ al-Kāshānī, Tafsīr al-Ṣāfī, vo. 3, p. 211-212; Baḥrānī, al-Burhān fī tafsīr al-Qurʾān, vol. 3, p. 570-574; ʿAyyāshī, Tafsīr al-ʿAyyāshī, vol. 2, p. 314; Ṭabāṭabāʾī, al-Mīzān fī tafsīr al-Qurʾān, vol. 1, p. 178; Makārim Shīrāzī, Tafsīr-i nimūna, vol. 12, p. 232; Jawādī Āmulī, Tafsīr-i tasnīm, vol. 4, p. 285; Shubbar, Tafsīr al-Qur'ān al-karīm, p. 286.
  4. Fakhr al-Rāzī, Mafātīḥ al-ghayb, vol. 21, p. 387; Qurṭubī, Yawm al-fazaʿ al-akbar, p. 185.
  5. Ibn Ḥanbal, al-Musnad, vol. 2, p. 441.
  6. ʿAyyāshī, Tafsīr al-ʿAyyāshī, vol. 2, p. 314.
  7. Ṭabāṭabāʾī, al-Mīzān fī tafsīr al-Qurʾān, vol. 1, p. 178; Makārim Shīrāzī, Tafsīr-i nimūna, vol. 12, p. 232; Jawādī Āmulī, Tafsīr-i tasnīm, vol. 4, p. 285.
  8. Ḥusaynī Tehrānī Imāmshināsī, vol. 9, p. 164.
  9. Ḥusaynī Tehrānī Imāmshināsī, vol. 9, p. 164.
  10. Ṭabrisī, Majmaʿ al-bayān, vol. 6, p. 671; Muḥyi al-Dīn al-ʿArabī, al-Futūḥāt al-makkiyya, vol. 4, p. 57; Ḥuwayzī, Tafsīr nūr al-thaqalayn, vol. 3, p. 206.
  11. Makārim Shīrāzī, Tafsīr-i nimūna, vol. 12, p. 231-232.
  12. Ṭūsī, Tahdhīb al-aḥkām, vol. 6, p. 30.
  13. Majlisī, Biḥār al-anwār, vol. 101, p. 292.
  14. Ṣadūq, Man lā yaḥḍuruh al-faqīh, vol. 2, p. 605; Ṭūsī, Tahdhīb al-aḥkām, vol. 6, p. 88.
  15. Majlisī, Biḥār al-anwār, vol. 101, p. 292.
  16. Makārim Shīrāzī, Tafsīr-i nimūna, vol. 12, p. 231-232.

Riferimenti

  • ʿAyyāshī, Muḥammad b. Masʿūd al-. Tafsīr al-ʿAyyāshī. Tehran: Chāpkhāna-yi ʿIlmiyya, 1380 Sh.
  • Baḥrānī, Hāshim b. Sulaymān al-. Al-Burhān fī tafsīr al-Qurʾān. Tehran: Bunyād-i Biʿthat, 1416 AH.
  • Fakhr al-Rāzī, Muḥammad b. al-ʿUmar al-. Mafātīḥ al-ghayb. Third edition. Beirut: Dār Iḥyāʾ al-Turāth al-ʿArabī, 1420 AH.
  • Fayḍ al-Kāshānī, Mullā Muḥsin. Tafsīr al-Ṣāfī. Tehran: Intishārāt-i al-Ṣadr, 1415 AH.
  • Ḥuwayzī, ʿAbd ʿAlī b. al-Jumʿa al-. Tafsīr nūr al-thaqalayn. Qom: Intishārāt-i ʿIsmāʿilīyān, 1415 AH.
  • Ḥusaynī Tehrānī, Sayyid Muḥammad Ḥusayn. Imāmshināsī. [n.p]. [n.d].
  • Ibn Ḥanbal, Aḥmad b. Muḥammad. Al-Musnad. Beirut: Dār Ṣādir, [n.d].
  • Jawādī Āmulī, ʿAbd Allāh. Tafsīr-i tasnīm. Edited by ʿAlī Islāmī. Qom: Markaz-i Nashr-i Asrāʾ, 1378 Sh.
  • Muḥyi al-Dīn al-ʿArabī, Muḥammad b. ʿAlī. Al-Futūḥāt al-makkiyya. Qom: Muʾassisat Āl al-Bayt li-Iḥyāʾ al-Turāth, [n.d].
  • Majlisī, Muḥammad Bāqir al-. Biḥār al-anwār al-jāmiʿa li-durar akhbār al-aʾimmat al-aṭhār. Beirut: Dār Iḥyāʾ al-Turāth al-ʿArabī, 1403 AH.
  • Makārim Shīrāzī, Nāṣir. Tafsīr-i nimūna. Tehran: Dār al-Kutub al-Islāmiyya, 1370 Sh.
  • Qurṭubī, Muḥammad b. Aḥmad al-. Yawm al-fazaʿ al-akbar. Edited by Muḥammad Ibrāhīm Salīm. Egypt: al-Ṭabʿ wa al-Nashr Maktabat al-Qurʾān, [n.d].
  • Shubbar, Sayyid ʿAbd Allāh. Tafsīr al-Qur'ān al-karīm. Beirut: Dār al-Balāgha li-ṭibaʿat wa al-Nashr, 1412 AH.
  • Ṣadūq, Muḥammad b. ʿAlī al-. Man lā yaḥḍuruh al-faqīh. 2nd edition. Edited by ʿAlī Akbar Ghaffārī. Qom: Daftar-i Intishārāt-i Islāmī, 1413 AH.
  • Ṭabāṭabāʾī, Sayyid Muḥammad Ḥusayn al-. Al-Mīzān fī tafsīr al-Qurʾān. Qom: Daftar-i Intishārāt-i Islāmī, 1377 SH.
  • Ṭabrisī, Faḍl b. al-Ḥasan al-. Tafsīr-i jawāmiʾ al-jāmiʾ. Tehran: Intishārāt-i Dānishgāh-i Tehrān wa Mudīrīyat Ḥawza-yi Ilmīya-yi Qom, 1377 Sh.
  • Ṭabrisī, Faḍl b. al-Ḥasan al-. Majmaʿ al-bayān fī tafsīr al-Qurʾān. Tehran: Intishārāt-i Nāṣir Khusraw, 1372 Sh.
  • Ṭūsī, Muḥammad b. al-Ḥasan al-. Al-Tibyān fī tafsīr al-Qurʾān. Beirut: Dār Iḥyāʾ al-Turāth al-ʿArabī, [n.d].
  • Ṭūsī, Muḥammad b. al-Ḥasan al-. Tahdhīb al-aḥkām. Edited by Sayyid Ḥasan al-Khirsān. 4th edition. Tehran: Dār al-Kutub al-Islāmīyya, 1407 AH.