Vai al contenuto

Il sermone di Fatima (A) alle donne di Medina

Da wikishia.
Questo articolo è un’introduzione al sermone della nobile Fatima (A) alle donne di Medina; per leggerne il testo, vedi text:Il sermone di Fatima (A) alle donne di Medina.

Il sermone della nobile Fatima (A) alle donne di Medina, noto anche come Sermone della Visita, contiene le sue parole di protesta contro l’usurpazione del califfato. Pronunciato durante la sua malattia, che infine la condusse al martirio, questo sermone è significativo per la descrizione della condizione della comunità musulmana dopo la dipartita del Profeta (S), per i moniti riguardanti il futuro della società islamica e per la sua eloquenza e potenza retorica.

Nel Sermone della Visita, la nobile Fatima (A) condanna i trasgressori del giuramento e rimprovera il popolo per la cieca obbedienza e il tradimento del patto, delineando un quadro della loro slealtà. Affronta diversi temi chiave: analizza la situazione del momento, prevede un futuro cupo per la comunità musulmana, evidenzia le caratteristiche di un governo alawita ideale, critica la debolezza intellettuale e la discordia tra gli abitanti di Medina, sottolinea la responsabilità collettiva nel contrastare la corruzione governativa e denuncia la realtà della Saqifa. Nel sermone cita diversi versetti coranici, tra cui l’80° versetto della V sura, che tratta delle conseguenze del seguire i propri desideri, il 96° versetto della VII sura e il 51° versetto della XXXIX sura, che rimproverano coloro i quali non aderiscono alla verità, nonché il 35° versetto della X sura, che descrive le qualità di chi è degno di guidare alla verità.

Il sermone della nobile Fatima (A), rivolto alle donne degli emigranti e degli ausiliari, è riportato in raccolte di hadith sia sciite sia sunnite, attraverso varie catene di trasmissione. Anche numerosi sapienti religiosi hanno commentato questo sermone nelle opere dedicate alla vita di Fatima (A) o nei commentari ai suoi discorsi.

Introduzione e importanza

Il sermone di Fatima (A) rivolto alle donne di Medina, noto anche come Sermone della Visita, contiene le parole pronunciate dal suo capezzale alle donne che andarono a farle visita durante la sua ultima malattia, che infine la portò al martirio. [1] Non vi sono informazioni precise sul numero o sull’identità delle donne che si recarono a farle visita. Tuttavia, nel Balaghat al-nisa [2] e nel commentario di Ibn Abi al-Hadid al Nahj al-Balagha [3], è stato riportato che diverse donne emigranti e ausiliari andarono a trovarla. Inoltre, Tarikh al-Ya'qubi riferisce che le mogli del Profeta (S) e un gruppo di donne dei coreisciti erano tra coloro che le fecero visita. [4]

Alcuni ricercatori ritengono che il discorso di Fatima Zahra (A) alle donne di Medina si distingua per eloquenza, forza retorica e profondità del contenuto. [5] Secondo loro, data la consapevolezza di Fatima (A) in merito agli sviluppi nella nascente società islamica, ella impiegò diverse tattiche linguistiche — assertive, emotive e persuasive — per avere un profondo impatto sul suo uditorio. [6] Il testo è considerato anche una testimonianza della sua comprensione delle problematiche e delle dinamiche sociali e politiche prevalenti a Medina a quel tempo. [7]

Makarem Shirazi, eminente autorità sciita, descrive questo sermone come dotato di un tono vibrante e coraggioso, simile al Sermone di Fadak, ma con un accento più dolente. [8] Egli osserva che, sebbene Fatima (A) avesse sofferto profondamente e fosse costretta a letto a causa delle ferite riportate durante l’attacco alla sua casa, nel sermone non disse nulla in merito alla propria condizione. Si concentrò invece sull’usurpazione del califfato, sulle ingiustizie inflitte ad Ali (A) e sui pericoli futuri derivanti da tale deviazione. Secondo lui, ciò riflette il suo altruismo, l’accettazione della volontà divina e la sottomissione a Dio. [9]

Contesto del sermone

Negli ultimi giorni della sua vita (dopo l’attacco alla sua casa), Fatima (A) si ammalò gravemente e le donne emigranti e ausiliari andarono a farle visita. [10] Riguardo alle motivazioni di tale visita, una delle ipotesi avanzate è che queste donne fossero state mandate dai loro mariti, i quali si sentivano in parte responsabili degli eventi dolorosi accaduti a Fatima (A). Tale gesto doveva servire ad alleviare il senso di colpa e a placare le loro coscienze. [11] Altri studiosi ritengono che vi fossero anche motivazioni politiche dietro tale visita, finalizzate a ricucire i rapporti tra la famiglia del Profeta (A) e le autorità del tempo e a ridurre le tensioni presenti a Medina. [12]

Contenuto del sermone

Nel sermone pronunciato durante la visita, Fatima (A) denuncia i trasgressori del giuramento [13] e rimprovera il popolo per la sua cieca obbedienza, dipingendo un quadro della loro slealtà. [14] Affronta diversi temi fondamentali: l’analisi delle circostanze del momento, la previsione di un futuro oscuro per i musulmani, le caratteristiche di un governo alawita, la debolezza intellettuale e le divisioni interne, la responsabilità collettiva nell’affrontare la corruzione governativa e una descrizione della fazione di Saqifa. [15] In questo sermone, cita diversi versetti coranici: il 96° della VII sura e il 51° della XXXIX sura, che criticano la negligenza verso la verità, e il 35° della X sura sulle qualità di coloro che sono degni di guidare alla verità. [16]

Rimprovero al popolo

All’inizio del suo sermone, Fatima Zahra (A) rimprovera gli emigranti e gli ausiliari per essersi lasciati manovrare dalla fazione dominante [17] e per il loro silenzio e la loro complicità di fronte alla deviazione. Deplora come la loro determinazione, un tempo ferrea, si fosse affievolita dopo la scomparsa del Profeta (S). [18] Li paragona a spade spezzate e lance infrante, [19] metafore che riflettono la debolezza intellettuale e la spaccatura della comunità musulmana di fronte agli eventi successivi alla morte del Profeta (S). [20] Ritiene emigranti e ausiliari corresponsabili dell’usurpazione del califfato, poiché lasciatisi condizionare dall’atmosfera prevalente, [21] affermando che la vergogna delle loro azioni avrebbe macchiato per sempre la loro reputazione. [22]

Motivi dell’esclusione di Ali (A) dal califfato

Nella seconda parte del sermone, Fatima (A) individua la principale ragione dell’esclusione dell’Imam Ali (A) dal califfato nella di lui incrollabile determinazione e nel suo coraggio in battaglia contro i nemici dell’Islam, nel dolore inflitto dalla sua spada, nella sua indifferenza alla morte, nella sua collera per amore di Dio e nel suo rifiuto di scendere a compromessi con i nemici di Dio. [23]

Caratteristiche del governo di Ali (A)

In un passaggio del sermone, Fatima (A) descrive il tipo di governo che il popolo avrebbe conosciuto se Ali (A) fosse stato la loro guida: un governo fondato sulla distinzione tra verità e falsità, sulla prevenzione della tirannia esercitata dai politeisti rimasti, sulla compassione e sulla sincera preoccupazione del governatore per il benessere dei musulmani, nonché sull’assenza di violenza lungo il cammino della guida. Tale governo avrebbe placato la sete di giustizia alla fonte della verità, riflesso il distacco del governatore dai beni terreni, distinto i veritieri dai falsi e portato benedizioni alla società islamica mediante la pietà e la guida divina. [24]

Caratterizzazione dei governanti usurpatori

In seguito, Fatima (A) esprime stupore per le azioni dei musulmani, chiedendosi perché si siano rivolti a falsi amici, abbiano scelto guide indegne e favorito l’ingiustizia e la tirannia. [25] Secondo alcuni, la sua intenzione era di interrogare il popolo sulle ragioni che lo avevano portato ad abbandonare figure forti e degne di fiducia come l’Imam Ali (A) e i membri dell’Ahl al-Bayt (A) a favore di altre. [26] Ella afferma che il popolo ha abbandonato la “testa” e si è aggrappato alla “coda”, seguendo gli ignoranti e abbandonando i sapienti, confondendo l’ingiustizia con la rettitudine. Fatima (A) considera tali individui corrotti, in quanto percepiscono la propria deviazione come virtù. [27]

Previsione di un futuro turbolento

La parte finale del sermone è un monito sulle conseguenze delle scelte errate. Fatima (A) avverte il popolo delle spade affilate, dei tiranni oppressivi e assetati di sangue, del caos diffuso e di un governo dispotico che avrebbe dissipato le ricchezze dei musulmani e disperso la loro comunità. [28] Secondo Makarem Shirazi, le sue parole potrebbero alludere ai governi omayyade e abbaside, a figure come Hajjaj ibn Yusuf e a eventi come la tragedia di Harra. [29]

Reazione degli emigranti e degli ausiliari

Secondo Suwayd ibn Ghafla, dopo che le donne ebbero riferito le parole di Fatima (A) ai loro mariti, un gruppo di uomini andò da lei per scusarsi. Essi sostennero che, avendo giurato fedeltà ad Abu Bakr, erano religiosamente vincolati e non potevano infrangere il giuramento, giustificando così la mancata difesa dell’Ahl al-Bayt (A). Dopo averli ascoltati, Fatima (A) rispose: «Lasciatemi e non parlatemi, poiché le vostre scuse non sono sincere. [30] Non avete giustificazioni per non aver difeso la verità e sarete responsabili delle calamità che accadranno in futuro». [31]

Fonti del sermone

Il sermone di Fatima (A), pronunciato alle donne degli emigranti e degli ausiliari, è stato trasmesso sia dagli Imam infallibili (A) sia da narratori non infallibili nelle opere di studiosi sciiti e sunniti. [32] Esso è giunto attraverso molteplici catene di trasmissione, [33] tra cui:

  • Al-Shaykh al-Saduq, nel suo Ma'ani al-akhbar, lo riporta attraverso due catene: una dall’Imam Ali (A) e l’altra da 'Abd Allah ibn al-Hasan ibn al-Hasan, che lo sentì da sua madre Fatima, figlia dell’Imam al-Husayn (A). [34]
  • Al-Tabari, nel Dala'il al-Imama, lo narra dall’Imam al-Sadiq (A) al quale è stato trasmesso da suo nonno, l’Imam al-Sajjad (A). [35]
  • Ibn Tayfur e Ibn Abi al-Hadid, studiosi sunniti, includono questo sermone nelle loro opere Balaghat al-nisa' [36] e Sharh Nahj al-Balagha [37], rispettivamente, citandolo da 'Atiyya al-Kufi.
  • Ahmad ibn 'Ali al-Tabarsi, nel suo al-Ihtijaj, lo narra da Suwayd ibn Ghafla. [38] L’'Allama al-Hilli descrive Suwayd come compagno e sostenitore dell’Imam Ali (A). [39] L’Allama al-Majlisi include il sermone nel Bihar al-anwar, citando al-Ihtijaj. [40] Hoseyn Ali Montazeri, un commentatore di questo sermone, osserva che Suwayd ibn Ghafla abbracciò l’Islam durante la vita del Profeta (S) e fu un credente devoto. Sia gli studiosi sciiti sia quelli sunniti di rijal ne confermano l’affidabilità. [41]

Commentari

Il sermone di Fatima (A) alle donne di Medina è stato discusso sia come testo indipendente sia nel contesto di opere sulla sua vita e di commentari ai suoi discorsi.

  • Malake-ye Eslam; sharh-e khotbe-ye fadakiyye va khotbe-ye hadrat-e Zahra (A) dar jam'-e zanan-e Madine (La regina dell'Islam; commento al sermone di fadakiyya e al sermone della nobile Zahra – A – tra le donne di Medina) di Mirza Khalil Kamara'i. [42]
  • Ranjname-ye kawthar-e afarinesh; Sharh-e khutbe-ye dovvom, 'eyadat-e zanan-e mohajer va ansar az hadrat-e Zahra (A) (Epistola di dolore del Kawthar della creazione; commento al secondo sermone, la visita delle donne degli emigranti e degli ausiliari alla nobile Zahra – A) di sayyid Mojtaba Borhani.
  • Sharh-e khotbe-ye hadrat-e Zahra (A) va majara-ye Fadak (Commento al sermone della nobile Zahra (A) e all'evento di Fadak) di Hoseyn Ali Montazeri. [43]
  • Zahra (A) bartarin banu-ye jahan (Zahra (A), la donna più virtuosa del mondo) di Naser Makarem Shirazi [44], commentario ai sermoni di Fadakiyya e della Visita, inserito nella biografia della nobile Fatima (A) dalla nascita alla morte del Profeta (S) e oltre.
  • Sire va sima-ye reyhane-ye Payambar (S) di Ali Karami Faridani [45], che commenta i sermoni della nobile Zahra (A) all’interno di un resoconto della sua vita e delle sue virtù, suddiviso in 22 sezioni.

Footnote

Riferimenti