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Fatwa sul divieto di produzione e uso di armi nucleari

Da wikishia.

La fatwa sul divieto di produzione e uso di armi nucleari rappresenta la posizione giurisprudenziale dell’ayatollah Khamenei, espressa in risposta alle affermazioni di Israele riguardo alla presunta decisione dell’Iran di produrre armi nucleari. L’ayatollah Khamenei considera le armi di distruzione di massa una minaccia per l’umanità e, pertanto, proibite.

A sostegno di questo divieto, alcuni ricercatori hanno citato versetti del Corano e hadith che condannano gli attacchi contro i civili. Secondo Abol Qasem Alidust, il divieto dell’uso di armi di distruzione di massa da parte dei giurisperiti sciiti risale ad almeno dieci secoli fa.

Questa fatwa è stata discussa nei centri di analisi politica e ricerca internazionali ed è stata registrata presso le Nazioni Unite come documento ufficiale. Il libro Feqh-e haste'i (lett. "Giurisprudenza islamica nucleare"), redatto da un gruppo di autori, e il volume Nuclear Fatwa Under International Law di Jaber Seyvanizad hanno analizzato le argomentazioni e gli aspetti legati al divieto di produrre e utilizzare armi nucleari.

Significato

La fatwa sul divieto di produzione e utilizzo di armi nucleari è stata emessa dalla Guida suprema della Repubblica Islamica dell'Iran, l'ayatollah Khamenei, in risposta alle affermazioni dei media filo-israeliani secondo cui l’Iran stava producendo armi nucleari. [1] Essa è stata presentata ufficialmente alla prima “Conferenza internazionale sul Disarmo e la non Proliferazione delle Armi nucleari” tenutasi in Iran nel 2010. [2]

In merito alle domande sul tentativo della Repubblica Islamica dell’Iran di costruire una bomba atomica, Ali Akbar Salehi, allora capo dell’Organizzazione per l’Energia atomica dell’Iran, dichiarò che la scelta giusta per l’Iran consisteva nel rispettare e seguire la fatwa sul divieto di produzione e utilizzo di armi nucleari. [3] Anche Hillary Clinton, l’allora Segretario di Stato degli Stati Uniti, si basò su questa posizione giurisprudenziale del leader iraniano per avviare i negoziati tra Stati Uniti e Iran nell’aprile 2012. [4] Inoltre, Barack Obama, l’allora Presidente degli Stati Uniti, citò questa fatwa, che attirò l’attenzione del mondo, il 24 settembre 2013, durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. [5]

Richiesta di modifica della fatwa

In seguito all’attacco militare israeliano all'Iran del 13 giugno 2025, che colpì strutture militari e nucleari e provocò l’assassinio di diversi comandanti e scienziati di alto livello, alcuni settori politici e parte dell’opinione pubblica chiesero all’ayatollah Khamenei di riconsiderare la fatwa concernente il divieto di sviluppare armi nucleari. Finora non è stata tuttavia annunciata alcuna posizione ufficiale da parte sua a tale proposito. [6] [7]

Riflessi

La fatwa dell’ayatollah Khamenei è stata accolta con favore a livello internazionale [8] ed è stata oggetto di attenzione nei centri di analisi politica e di studi internazionali. [9] Secondo le agenzie di stampa, il messaggio dell’ayatollah Khamenei alla Conferenza internazionale sul Disarmo nucleare, contenente la fatwa contro la produzione e l’uso di armi nucleari, è stato registrato presso le Nazioni Unite come documento ufficiale. [10] In un’intervista, Jonathan Granoff, direttore del Global Security Institute negli Stati Uniti, chiese alla Guida suprema iraniana di scrivere una lettera ai capi religiosi del mondo, per proclamare il divieto di utilizzo di armi nucleari in qualsiasi circostanza, affinché si unissero a lui. [11]

Nel 2013, un gruppo di sei religiosi ed esperti americani s’incontrò con degli studiosi sciiti a Qom, in Iran, per valutare la validità di questa opinione giurisprudenziale. Essi confermarono l’esistenza del divieto delle armi nucleari nella giurisprudenza sciita. I risultati del loro viaggio furono presi in considerazione nei negoziati sul nucleare tra l’Occidente e l’Iran. [12] Nel 2021, la BBC Persian TV trasmise il documentario A Nuclear Fatwa insinuando la possibilità che la fatwa dell’ayatollah Khamenei potesse essere temporanea e soggetta a modifiche. [13] Tuttavia, gli studiosi di diritto respinsero questa ipotesi, sottolineando che il tempo e il contesto non determinano questa fatwa. [14]

Contesto storico

Le armi nucleari rientrano tra le armi di distruzione di massa. [15] Secondo quanto dichiarato da Abol Qasem Alidust nel 2014, i giurisperiti sciiti avevano già emesso fatwa, contro l’uso di strumenti che causano uccisioni di massa, distruzione di esseri viventi e danni all’ambiente, almeno dieci secoli fa. [16] Inoltre, dal 19 febbraio 2010, l’ayatollah Khamenei ha ribadito più volte la sua posizione e la fatwa contro la produzione e l’uso di armi nucleari. [17]

Testo della fatwa e il consenso di altri marja

Il testo della fatwa di Sayyid Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, fu letto il 17 aprile 2010 da Ali Akbar Velayati nel suo messaggio ufficiale alla prima Conferenza internazionale sul Disarmo e la non Proliferazione. [18] Il messaggio affermava:

“Crediamo che, oltre alle armi nucleari, anche altri tipi di armi di distruzione di massa, per esempio, chimiche e biologiche, siano da considerarsi una seria minaccia per l’umanità... Riteniamo proibito l’uso di queste armi”. [19]

Nella prima metà del 2011, le opinioni e le fatwa di marja quali Makarem Shirazi, Nuri Hamadani, Ja'far Sobhani e Javadi Amoli confermarono e rafforzarono il punto di vista giurisprudenziale dell’ayatollah Khamenei. [20] Abol Qasem Alidust, segretario della Conferenza nazionale sulla Giurisprudenza nucleare, e Ahmad Moballeghi, membro dell’Assemblea degli esperti della leadership, hanno considerato questa idea una sentenza divina ed eterna che non può essere modificata né accettare compromessi. [21]

Argomentazioni

Sono state formulate diverse argomentazioni giurisprudenziali a sostegno del divieto di produrre e utilizzare armi nucleari. L’ayatollah Khamenei ritiene che l’uso di armi di distruzione di massa vada contro i principi dottrinali islamici. Secondo lui, il ricorso a tali armi distrugge l’agricoltura e le generazioni umane, come riportato nel 205° versetto della II sura del Corano. [22] A questo proposito, Abol Qasem Alidust considera il miglioramento dei rapporti tra gli uomini e con Dio, uno degli obiettivi dell’Islam, sostenendo che tale perfezionamento non può essere raggiunto attraverso la corruzione e l’uso di armi di distruzione di massa. [23]

Versetti del Corano

Il giurisperito sciita Ahmad Moballeghi ritiene che le argomentazioni giurisprudenziali a sostegno di questa posizione siano numerose e menziona tre norme coraniche: [24]

  • Secondo la norma di Wizr, [25] l’innocente non deve essere coinvolto nella punizione del colpevole. L’uso di armi nucleari provoca uccisioni di massa e la punizione di innocenti, danneggiando persino le generazioni future.
  • In base al principio del divieto di corrompere, [26] ogni azione che porti alla corruzione sulla terra e alla distruzione dell’agricoltura (raccolti e bestiame) e delle generazioni è proibita.
  • La regola di Ithm vieta qualsiasi atto la cui corruzione e negatività superino i suoi benefici. [27] Secondo Moballeghi, non vi è dubbio che i danni derivanti dalle armi nucleari superino di gran lunga i loro possibili vantaggi.

Naser Qorban Niya considera i versetti 190 e 205 della II sura e i versetti 8 e 32 della V sura come indicativi del divieto assoluto di utilizzare armi nucleari. [28]

Hadith

Nello studio giurisprudenziale sul divieto delle armi nucleari come esempio di armi di distruzione di massa, sono stati citati alcuni hadith, tra cui:

  • Abol Qasem Alidust e Mohammad Javad Fadel Lankarani hanno riportato hadith che vietano di avvelenare l’acqua del nemico. [29]
  • Altri studiosi hanno riportato hadith che proibiscono di aggredire civili (bambini, donne, anziani, malati di mente e animali). [30]

Bibliografia

Sono stati pubblicati diversi libri sulla fatwa che vieta la produzione e l’uso di armi nucleari:

  • Il libro Nuclear Fatwa Under International Law di Jaber Seyvanizad, edito dalla casa editrice americana "Supreme Century", analizza lo status e gli aspetti giuridici della fatwa dell’ayatollah Khamenei dal punto di vista del diritto internazionale. [31]
  • Il volume Feqh-e haste'i ("Giurisprudenza islamica nucleare"), redatto da Abol Qasem Alidust, raccoglie dieci articoli giuridici sul divieto di produzione e utilizzo di armi nucleari e di uccisioni di massa, ed è stato pubblicato nel 2013. Il contenuto deriva dalla Conferenza sulla Giurisprudenza islamica nucleare tenutasi a Teheran e Qom nello stesso anno. [32]
  • Michael Eisenstadt e Mahdi Khalaji hanno analizzato questa fatwa nel volume ad essa dedicato Nuclear Fatwa: Religion and Politics in Iran’s Proliferation Strategy, pubblicato dal Washington Institute for Near East Policy. [33]

Footnote

Riferimenti