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Elemosina obbligatoria

Da wikishia.
Questo articolo riguarda l’elemosina obbligatoria. Per approfondire il concetto di elemosina, vedi Sadaqa (elemosina).

L’elemosina obbligatoria (in arabo: الصَّدَقَة الواجِبة) si riferisce agli obblighi finanziari nell’Islam, come la zakat sulla ricchezza, la zakat al-fitra e i vari tipi di kaffara. Nella giurisprudenza islamica, ciascun esempio è trattato separatamente. Secondo alcuni giurisperiti, una regola generale in merito all’elemosina obbligatoria prevede che sia preferibile versarla pubblicamente, a differenza dell’elemosina raccomandata.

Definizione di elemosina obbligatoria

Sadaqa significa donare i propri beni ad altri per Dio. [1] Esistono due tipi di sadaqa: raccomandata e obbligatoria. L’hiba (dono) o il trasferimento di beni ad altri, se fatto con l’intenzione di avvicinarsi a Dio, è considerato un’elemosina raccomandata. L’elemosina obbligatoria comprende invece elementi come la zakat sulla ricchezza, la zakat al-fitra e i vari tipi di kaffara, il cui pagamento è obbligatorio. [2]

Norme

Nei testi giurisprudenziali, ogni forma di elemosina obbligatoria ha le proprie norme, trattate separatamente. Ad esempio, la “zakat sulla ricchezza”, la “zakat al-fitra” e la “kaffara” sono oggetto di discussioni separate in giurisprudenza e vengono trattate in capitoli specifici. [3] Tuttavia, in alcuni scritti giuridici l’elemosina obbligatoria è discussa in maniera generale. Ad esempio, Muhammad Hasan al-Najafi (m. 1266/1850) ha menzionato una norma sull’elemosina obbligatoria in una sezione del suo libro Jawahir al-kalam intitolata “Waqf e sadaqa”. Egli riporta che alcuni giurisperiti, basandosi su degli hadith, hanno affermato che è meglio pagare l’elemosina obbligatoria apertamente, al contrario di quella raccomandata, che è preferibile elargire in segreto. Altri, tuttavia, sostengono che qualsiasi elemosina, obbligatoria o raccomandata che sia, è meglio compierla in segreto. [4] Muhammad Salih Mazandarani, uno dei giurisperiti dell’XI/XVII secolo, affermò che la ragione di questa seconda opinione è che il dono fatto in segreto preserva dall’ipocrisia. [5]

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Riferimenti